La rivoluzione nella lotta al crimine arriva da Caserta. Un docente di Criminologia del FORMED/Seconda Università di Napoli, il Prof. Maurizio Cusimano, scopre un metodo per riconoscere i criminali dalle immagini

Vita dura per criminali e terroristi. Dopo numerosi anni di ricerche, uno scienziato di Caserta, il Prof. Maurizio Cusimano, docente del Corso di Criminologia del FORMED/Seconda Università di Napoli, considerato un’autorità mondiale nel campo dell’antropologia forense tanto da essere docente presso la Scuola Ufficiali della Polizia Locale in Lombardia, superperito in numerosi casi giudiziari in tutta Italia e consulente di numerose Procure, ad Aprile ha presentato in America un nuovo sistema in grado di poter identificare le persone dalle immagini anche senza volto.

Il Prof. Cusimano ha messo a punto un sistema di misurazione della struttura corporea, indipendente da ogni variabile, che permette di misurare il femore delle persone ritratte e da questo risalire ad altezza, razza ed etnia. Inoltre, la creazione di un database mondiale permetterà di incrociare i dati elaborati con milioni di dati raccolti al fine di identificare i criminali.

La scoperta è stata presentata in America nell’ambito del più importante convegno mondiale di scienze mediche, anatomiche ed antropologiche e pubblicata, dopo la valutazione di numerosi scienziati di tutto il globo su FASEB di Aprile. Una nuova strada ed una nuova arma a disposizione degli investigatori impegnati quotidianamente nella lotta al crimine in ogni sua forma.

The surface projection of Inguinal ligament (SPIL) is a very important anatomical landmark for the inguinal region and the anatomy of the abdominal area. In the photoanthropometric analysis, the surface projection of Inguinal Ligament may be an important anatomical landmark to identify the caput femuri. We will demonstrate this by estimating the stature from photoanthropometric measurements of femur and comparing it with the real stature.

A group of 100 peoples of the female sex, aged between 30 and 50 years old, was measured in photo first without and then with garments and the video-measurement of the femur was used for the anthropological estimation of stature. The results and the camparison between real stature and estimated stature (p<0.05), indicate that the Surface Projection of Inguinal Ligament is a good landmark for photoanthropometric measurements of the femur in female people, with or without garments.

L’Intervista

Abbiamo il piacere di essere in compagnia del Prof. Maurizio Cusimano, antropologo forense e scienziato di fama mondiale nonché autore della più importante scoperta in campo criminologico degli ultimi dieci anni.

Prof. Cusimano, da dove nasce la Sua scoperta?

Sono anni che mi batto per la messa a punto di procedure che siano univoche al fine di identificare e riconoscere le persone presenti nelle immagini. Basti pensare che oramai le videocamere di sorveglianza, le foto che tutti facciamo in ogni momento, i selfie o i video che giriamo, possono diventare uno strumento importantissimo per le indagini. Oggi ognuno di noi può essere con il suo smartphone “l’occhio della legge”.

La Sua scoperta permette di riconoscere chi o che cosa?

Il metodo messo a punto da me, con la preziosa collaborazione del mio staff, permette di effettuare automaticamente misurazioni della struttura corporea di un individuo da immagini e di incrociare i dati con un database di milioni di criminali e terroristi. Lotta dura quindi ai cambi di identità, ai nomi finti, ai documenti falsi.

Prof. Cusimano ci spiega cos’è l’antropologia forense?

L’antropologia forense nasce centinaia di anni fa con la necessità di studiare la struttura fisica degli uomini di varie etnie e di classificarla. L’antropologo è lo scienziato in grado di dire, osservando un semplice osso, se e’ appartenuto ad un uomo o ad una donna, l’età, l’etnia, lo stato di salute e se vi sono segni di lesioni da trauma o la dinamica di un crimine. Oggi l’antropologo raccoglie la sfida dell’informatica, dovendo applicare le sue conoscenze su persone ritratte in immagini e video. Allora mi sono chiesto anni or sono, quando ho cominciato le mie ricerche, perché non studiare un metodo affidabile che analizzasse la struttura corporea di persone in foto o video? E dopo numerosi anni siamo arrivati al convegno mondiale Experimental Biology 2017.

Professore, Lei è considerato un’autorità mondiale in ambito forense. Che consiglio darebbe ai nuovi antropologi? Ha intenzione, dopo questo riconoscimento, di lasciare l’Italia come molti suoi colleghi scienziati e ricercatori?

Guardi, nonostante una vita professionale molto dura e le numerose delusioni, e pur avendo avuto numerose proposte in passato, credo fermamente che in Italia la ricerca si possa fare e ne sono testimone. Ho recentemente avuto contatti con una famosissima Università Americana ma ho declinato l’invito alla docenza perché i nostri giovani meritano il meglio della docenza. Solo così potremo creare gli scienziati del futuro. Inoltre, ho sempre collaborato con piacere con Tribunali e Procure di tutta Italia perché le indagini sono una cosa delicatissima, la professionalità e la preparazione devono essere sempre al massimo. Vorrei pero’ ricordare ai nostri giovani che bisogna essere forti verso le delusioni che nel nostro Paese, ancora intriso di clientelismo, sono dietro l’angolo.

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